La Tradizione è una “realtà” di ordine spirituale, attiva ed operante nel mondo (“trascendenza immanente”), non la collezione di usi e costumi di cui non si comprende più il significato. E’ una forza che si traduce nell’onore e nella fedeltà, nella giustizia e nella verità, nei principi universali resi visibili dall’azione e dall’esempio dell’uomo.
La crisi della società è il riflesso della crisi dell’uomo. Per questo, prima dei programmi politici, delle formule elettorali o delle ricette economiche, viene la formazione secondo i Principi della Tradizione. Se l’elaborazione di progetti e soluzioni politiche è un’attività importante, è prima ancora fondamentale adoperarsi nella formazione di se stessi, nella riscoperta del carattere dell’uomo nobile di contro all’uomo volgare.
La formazione, tuttavia, non è l’accademica lettura dei libri, l’inutile e sterile intellettualismo, il filosofeggiare sul nulla, ma è la conoscenza derivante dalla pratica della Virtù, è il “conoscere se stessi” per “essere se stessi”, è l’affermazione di uno stile di vita. E’ studiare la dottrina e vivere secondo i Principi della Tradizione, interiorizzarli e renderli operanti attraverso l’esempio, ventiquattro ore su ventiquattro, nonostante il contesto della società moderna sia ostile e contrario.
Il confronto con le prove della vita, dal lavoro alla famiglia, dalla scuola ad ogni altra esperienza, sono occasioni di verifica per la propria tenuta interiore, per comprendere, senza alibi né scuse, quanto si è aderenti ai principi declamati. Per questo la vita est militia super terram, perché è un restare in piedi in un mondo di rovine, nel quale l’uomo nuovo combatte per l’affermazione della luce contro le tenebre. La formazione non è conservarsi, ma lottare in maniera inesorabile e senza tregua, seguire un metodo che coniuga lo studio della dottrina alla disciplina militante.
La formazione, infine, non è gerarchismo, un clima da caserma alimentato da atteggiamenti prepotenti, boriosi e volgari, o la scala burocratica e meritocratica che si ascende dopo tanti anni di anzianità. La gerarchia è qualità ed aristocrazia (aristos >> aretè, la virtù: essere il migliore rispetto alla virtù), nobiltà d’animo e purezza di cuore, dovere nei confronti di se stesso (essere impeccabili) e dovere nei confronti degli altri: essere esempio.
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