Il rischio è totale. Nel giro di pochissimi anni siamo passati dal colpire i singoli personaggi perché “controversi”, come i sudisti e Cristoforo Colombo in quanto portatori di valori o di comportamenti oggi biasimati (schiavismo, colonialismo eccetera) ma ora assistiamo già all’attacco contro i simboli della civiltà occidentale solo in quanto simboli della civiltà occidentale. È quanto sta accadendo ad esempio in questi giorni alla Università Brown di Providence, dove le copie delle statue romane di Marc’Aurelio e Augusto rischiano la rimozione non per i soliti pseudo-motivi addotti dalla prima ondata di cancel culture (imperialismo, razzismo, maschilismo etc.), ma per il semplice fatto che rappresentando la “civiltà bianca occidentale” sarebbero “offensivi” per gli altri. È il meridiano zero della lotta iconoclasta contro i simboli e le radici della nostra civiltà.
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